Lui & Lei
Cambridge #6 - La comodità di un letto
giorgal73
26.08.2025 |
12.169 |
5
"Vanessa si contorceva sul letto, i suoi fianchi si muovevano al ritmo del mio assalto sensuale..."
LA COMODITA' DI UN LETTO--- ATTENZIONE--- vai subito alla fine del racconto, dopo torna e leggi dall' inizio!
Mentre camminavamo verso la metropolitana per tornare al college, Vanessa mi prese per mano, intrecciando le sue dita alle mie. Il suo tocco mi fece rabbrividire di eccitazione al pensiero di ciò che ci aspettava dopo cena.
Durante il pasto, sotto al tavolo, Vanessa fece scivolare il piede su per la mia gamba in una lenta carezza. Trattenni il fiato quando raggiunse il mio inguine, stuzzicandomi attraverso la stoffa dei jeans. Cercai di mantenere un'espressione neutra, ma sentivo il volto in fiamme. Fortunatamente sia Stefania che Elena erano sedute in un altro tavolo e non facevano caso a noi. La situazione eccitante, la paura di essere scoperti e la stimolazione che il mio pene stava avendo mi facevano pulsare l'erezione contro il piede di Vanessa. Lei mi fissò con uno sguardo intenso, mordicchiandosi il labbro inferiore, mentre continuava a massaggiarmi.
Non riuscivo quasi a concentrarmi sul cibo nel piatto. Deglutii a fatica, ansioso di finire in fretta la cena per poter restare da solo con lei. Vanessa sembrava provare lo stesso desiderio ardente. Mangiò velocemente, lanciandomi occhiate roventi da sopra il bordo del bicchiere mentre beveva.
Appena terminato di cenare, ci congedammo frettolosamente dagli altri con una scusa, guadagnando qualche sorriso consapevole. Percorremmo in fretta il corridoio verso il dormitorio, con le mani che si sfioravano impazienti. Appena entrati nella sua stanza, Vanessa mi spinse contro la porta chiudendola e mi baciò con foga.
Le nostre lingue si intrecciarono vogliose mentre le sue mani mi accarezzavano il petto per poi scendere ad armeggiare con la cintura.
In pochi istanti ci spogliammo a vicenda, lasciando una scia di vestiti fino al letto. La sua pelle nuda contro la mia mi fece fremere di eccitazione. La spinsi sul materasso, ammirando per un momento le sue forme sinuose prima di salire sopra di lei. Mentre le baciavo il collo, le mie mani vagarono sul suo corpo, esplorandone ogni centimetro. Scesi con le labbra lungo la sua pelle vellutata, fermandomi a succhiare i capezzoli turgidi fino a farla gemere di piacere…
Vanessa tra un gemito e un sospiro mi chiese cosa mi fosse piaciuto di più della scopata fatta con Stefania e Elena la sera prima. Cosa mi avesse eccitato e soprattutto cosa lei potesse fare di più.
Sorpreso dalla sua domanda audace, mi fermai per un istante a fissarla negli occhi scintillanti di malizia.
"Mi è piaciuto il loro ardore, la loro disinibizione nel prendersi il piacere che volevano," risposi con voce roca, "Poi è stata la prima volta per me e quindi è stato tutto meravigliosamente eccitante."
Vanessa sorrise compiaciuta alle mie parole. "Mhmm, capisco. Beh, stasera sarò ancora più disinibita di loro. Ti farò provare sensazioni mai vissute prima, peccato che sia stata Stefania a sverginarti" mi sussurrò sulle labbra prima di baciarmi con rinnovata passione.
Mi fece girare sulla schiena e si mise a cavalcioni su di me, strofinando la sua intimità già bagnata contro la mia erezione pulsante. Poi iniziò a scendere con una scia di baci roventi lungo il mio petto e il mio ventre, fino ad arrivare al mio membro che prese tra le labbra con avidità.
Gettai la testa all'indietro sul cuscino mentre la sua lingua mi torturava dolcemente, facendomi perdere il controllo. Le mie mani affondarono tra i suoi capelli, accompagnando i movimenti della sua bocca su e giù. Quando fui vicino al culmine, la fermai e la tirai su per baciarla con foga.
La feci sdraiare e mi posizionai sopra di lei, penetrandola con un'unica spinta decisa. Ansimammo entrambi per il piacere improvviso. Iniziai a muovermi dentro di lei con un ritmo sempre più serrato, spingendomi a fondo ad ogni affondo. Vanessa inarcò la schiena per andarmi incontro, graffiandomi la schiena.
I nostri corpi si fondevano e si scontravano alla ricerca di una soddisfazione reciproca sempre più intensa. I suoi gemiti nelle mie orecchie mi eccitavano ulteriormente. Le pareti vaginali mi stringevano come una guaina perfetta per il mio glande. La ruvidità interna mi stimolava ad ogni centimetro.
Raggiungemmo l'apice insieme, i nostri corpi scossi da brividi di piacere incontrollabile. Affondai il viso nell'incavo del suo collo, respirando il suo profumo inebriante mentre l'orgasmo mi travolgeva. Vanessa mi strinse forte, gridando il mio nome.
Restammo abbracciati stretti, ansimanti e sudati, lasciando che le ultime onde di godimento si placassero. Le nostre labbra si cercarono di nuovo, scambiandosi baci languidi e sazi.
"Scusa se te lo chiedo e perdona la mia curiosità, ma vorrei sapere cosa ti ha spinto a scoparmi?"
Vanessa mi guardò dritta negli occhi, accarezzandomi il viso con dolcezza. "Ieri sera, te e le tue amiche mi avete fatto eccitare. Le frasi, i gemiti e tutto il resto mi hanno eccitato così tanto che mi sono masturbata per tutto il temo. Praticamente ho scopato insieme a voi!", rispose con un sorriso a trentaquattro denti.
"Inoltre mi stai simpatico, Il tuo carisma, la tua intelligenza e la curiosità di ieri mi hanno tenuta sveglia tutta la notte e ho riflettuto a lungo."
Arrossii leggermente a quelle parole così dirette e lusinghiere. "Quindi hai pianificato di sedurmi stasera?"
"Diciamo che ho colto l'occasione propizia", ammise con una risatina maliziosa. "Quando oggi ti ho visto da solo, ho capito che era il momento giusto per fare la mia mossa."
"Beh, sono contento che tu l'abbia fatto", mormorai, baciandole il collo. Continuammo a scambiarci carezze e baci languidi, lasciando che i nostri corpi nudi si intrecciassero pigramente. Non c'era fretta né imbarazzo, solo il desiderio di assaporare quell'intimità appena scoperta.
"Speriamo che nessuno si sia accorto della nostra assenza.", scherzai ad un certo punto.
“Forse conviene che ti rivesti e torni in camera tua.” Guardai Vanessa negli occhi e le proposi un saluto speciale.
“Vanessa, prima di andare via ti posso dare un bacio?”
Vanessa mi fissò intensamente, un sorriso malizioso che le increspava le labbra sensuali. "Solo un bacio? Mi sembra un po' poco dopo quello che abbiamo appena condiviso, non credi?"
Arrossii di nuovo, sentendomi un po' sciocco. "Hai ragione, scusa. Cosa proponi allora?"
Lei si avvicinò sinuosa, premendo il suo corpo nudo contro il mio. Sentii il calore della sua pelle e il suo profumo inebriante. "Mi piacerebbe che tu assaggiassi la mia figa e che mi facessi venire nuovamente, allora ti va di concludere in bellezza questa notte magica. Un'ultima volta, prima di tornare alla realtà."
Le sue spudorate parole mi elettrizzarono. Senza esitare, la feci sdraiare sul letto, le allargai le gambe e cominciai a baciarle l'interno coscia, risalendo lentamente verso il suo centro pulsante. Quando raggiunsi la sua intimità, la sentii fremere di piacere. Con la lingua iniziai a disegnare lenti cerchi attorno al suo clitoride, assaporando la sua eccitazione crescente.
"Sì, continua così…", ansimò Vanessa, inarcando la schiena. Affondai il viso tra le sue gambe, leccando e succhiando con foga, mentre lei gemeva sempre più forte. Le sue mani mi afferrarono i capelli, spingendomi contro di lei.
Con impazienza, succhiai ogni centimetro delle sue labbra intime, tirandole e mordicchiandole con una fame che mi consumava. I suoi gemiti sommessi mi spingevano a esplorare ancora più a fondo, i miei denti lasciavano piccoli segni mentre assaporavo il gusto della sua pelle. Ogni tocco accendeva un fuoco dentro di noi, i nostri corpi si intrecciavano in una danza infinita di desiderio. Il suo sapore era irresistibile, come il miele con un pizzico di spezie. L'intensità della nostra passione non faceva che crescere, alimentata da ogni bacio umido e da ogni morso avido. In quel momento, nient'altro contava se non il piacere sfrenato che condividevamo insieme.
La sua eccitazione cresceva sempre di più sotto il tocco insistente della mia lingua. Vanessa si contorceva sul letto, i suoi fianchi si muovevano al ritmo del mio assalto sensuale. "Non fermarti… Sì, proprio lì!" gridò, stringendo le lenzuola tra le dita. Aumentai il ritmo, leccando e succhiando il suo punto più sensibile con fervore sempre maggiore. Il suo corpo fremeva incontrollabilmente, i muscoli tesi allo spasmo.
Con un dito penetrai la sua apertura bagnata, pompando dentro e fuori mentre continuavo a leccare il suo clitoride. Vanessa urlò di piacere, travolta da un'ondata di estasi travolgente. "Sto venendo… Oddio, sto venendo!" La sua voce era roca per la passione. Aggiunsi un secondo dito, spingendo più a fondo, curvo per massaggiare il suo punto G. Scossi la testa avanti e indietro, la lingua che turbinava selvaggiamente sulla sua perla dura.
Vanessa esplose in un orgasmo fragoroso, il suo corpo scosso da spasmi incontrollabili. Un fiume di umori dolci mi inondò la bocca mentre lei cavalcava l'onda del piacere supremo. Continuai a leccare e succhiare, prolungando il suo godimento, fino a quando non crollò sul materasso, ansimante e appagata.
Con un sorriso malizioso, risalii lungo il suo corpo, baciando ogni centimetro di pelle nel mio percorso. Le nostre labbra si incontrarono in un bacio appassionato, le lingue che duellavano con urgenza rinnovata. Il sapore della sua eccitazione ancora mi inebriava. Le mordicchiai il labbro inferiore, succhiandolo nella mia bocca.
“Allora, sei soddisfatta? sono stato bravo?”
Vanessa mi fissò con occhi pieni di desiderio ardente. "Sei stato bravino e mi hai fatto godere tanto. Ieri ti hanno insegnato bene a quanto sembra." Le sue parole maliziose mi eccitarono ancora di più. Sentivo il mio membro duro pulsare nuovamente contro la sua coscia, bramando di essere dentro di lei. Con un ringhio animalesco, la girai sulla pancia e la feci mettere a carponi.
"Ora ti faccio vedere quanto ho imparato ieri…" sussurrai con voce roca nel suo orecchio. Afferrai i suoi fianchi e con una spinta decisa affondai il mio uccello nella sua fessura bagnata. Vanessa gridò per il piacere improvviso, spingendo indietro per incontrare le mie spinte vigorose.
La presi con forza, il bacino che schiaffeggiava contro le sue natiche ad ogni affondo. Lei inarcò la schiena, offrendosi completamente al mio assalto selvaggio. Affondai le dita nella carne soda dei suoi fianchi mentre aumentavo il ritmo, martellando sempre più veloce e più a fondo.
I gemiti di Vanessa riempivano la stanza, mescolandosi al suono osceno dei nostri corpi sudati che si scontravano. "Sì, così… scopami più forte!" implorò, la voce spezzata dall'estasi. Obbedii con piacere, spingendo con tutta la mia forza, deciso a portarla alla vetta del godimento.
Sentii le sue pareti vellutate stringersi intorno a me, il suo corpo scosso da fremiti incontrollabili. Con un urlo liberatorio Vanessa venne, travolta da un orgasmo devastante. La seguii dopo poche spinte, esplodendo dentro di lei con un grugnito animalesco, riempiendo il preservativo.
Crollammo sul letto, ansimanti e appagati, i corpi intrecciati. Le baciai il collo, assaporando il sapore salato della sua pelle. Vanessa si girò verso di me con un sorriso malizioso.
"Beh, sembra proprio che tu abbia imparato molto bene la lezione…"
*****************
Il racconto che leggerai o che hai appena letto è in realtà un racconto che ho già pubblicato in passato. Questa, però, è la versione estratta dal libro che ho pubblicato su Amazon. Ci sono ovviamente delle differenze. La prima è che non sono solo 2 capitoli come la precedente pubblicazione su A69, bensì 13. Spero che la storia completa vi entusiasmi come è accaduto in precedenza!
Ogni settimana pubblicherò 3 capitoli, vi riporto il sommario così che non ve ne perdiate nessuno:
- Ricordi dal Passato
- Obbligo o Verità
- La prima volta che comprai i preservativi
- Sopraffatto da due ragazze
- Shopping da Harrods
- La comodità di un letto
- In tre la festa è più divertente
- Un Tatuaggio molto intimo
- Gita al Kioto Garden
- La villa del peccato
- Fidanzamento a porte aperte
- Caccia ai 7 nasi di Soho
- Epilogo
Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!
Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
college dorm orale sex missionario cunnilingus doggy style gruppo (prezzo passato) preservativo masturbazione condivisa
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Cambridge #6 - La comodità di un letto:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
